Recensione
a cura di Valeria Di Felice
Parlami piano ora che sei mare è un’opera
di notevole riuscita letteraria, nella quale il poeta Stefano Mangione
fa uso della tecnica stilistica del sonetto per interiorizzare una fenomenologia
d’amore dalle chiare movenze erotizzanti.
Nei versi di Stefano Mangione scorgiamo un impulso all’Amore che
non è valore, non è tramite, ma è esigenza, percezione,
intuizione indecifrabile che salva l’uomo dalla sua insensatezza
e lo dona alla pienezza della vita. Nel vicendevole gioco amoroso fatto
di luci e ombre, di echi e ritorni, di assenze e presenze, la donna
amata irrompe nel cerimoniale delle emozioni non come sostanza ideale
del pensiero, ma come creatura vera, reale, corporea, visibile agli
occhi del poeta:
Le immagini dell’Amore sono quelle di un’iconografia letteraria
che spoglia gli amanti dei loro pudori, delle loro vesti, per alludere
ad una nudità in grado di riappropriarsi dell’immediatezza
e dell’autenticità delle emozioni: La nostra nudità
è la bellezza:/ sogno che ha il suo sogno fra noi due; M’attraversi/
bianca vela nel vento del mattino,/ solitaria, sfuggita al naufragio/
del tempo e sei parola ebbra di onde/ e di luce. Ti amo, anima nuda.
Una nudità dunque che si concilia con le trasparenze dell’anima
perché non è solo visiva, ma soprattutto interiore. Mostrando
all’uomo-poeta l’essenzialità e la bellezza delle
cose, il corpo nudo si erige a simbolo di una purezza che non esclude
il piacere dei sensi, ma lo presuppone come esperienza conoscitiva che
diventa racconto interiore del sé e dell’altro: Questa
linfa che scivola tra i seni/ il tuo ventre attraversa. Mi soffermo/
e m’impiglio nelle volùte crespe/ del tuo vello e d’un
brivido sussulti/ di fuoco e di neve; Tra il tuo corpo e il mio, vibrazioni/
s’alzano dagli abissi. Senza sosta/ fino all’alba moriamo
e risorgiamo.
Attraverso una versificazione musicale e armonica, il poeta è
alla ricerca di un intendimento con il suo io lirico: quello che si
muove è un universo interiore fluttuante di motivi espressivi,
pensieri, forme linguistiche. La parola lirica detiene in sé
le redini di un’immanenza dei sentimenti che, affidandosi al linguaggio
di un immaginario erotizzante, riporta alla luce ricordi, desideri,
visioni che abitano quell’al di là inesprimibile delle
nostre istanze esistenziali, vale a dire il mondo vivo e vibrante dell’inconscio
e delle sue pulsioni. L’ispirazione non è qualcosa che
ci viene concesso, non è “faccenda” divina, ma è
rapporto sorgivo con il nostro mondo emotivo, è movimento che
non abita né spazio né tempo perché contiene i
bagliori dell’eternità, è attitudine alla vita e
al suo mistero.
Lungi dall’essere riflesso inconsapevole del sé, il verso
poetico di Stefano Mangione è attitudine che risveglia l’esperienza
e sancisce la fratellanza con quelle forze della natura che trovano
dentro di sé il segno di un’energia vitale che scorre fluida,
sonora, densa.
Il topos letterario sotteso a tutta la silloge, vale a dire il mare,
diventa la chiave di volta che dispiega tutta la carica vitale dell’uomo
facendosi al contempo riverbero del desiderio e conquista di orizzonti
emotivi.
Il mare, con il suo incessante movimento ora dolce e rasserenante, ora
agitato e violento, sembra richiamare gli echi di un inconscio profondo,
inabissato che si lascia scrutare dal poeta nonostante il brivido della
sua voragine esistenziale.
È la potenza creatrice dell’acqua che smuove le corde di
un animo appassionato verso direzioni inesplorate, inconsuete, in grado
di sbaragliare controllo e difese. L’immaginazione non è
pura fantasia, gioco poetico, rivolo letterario, ma è ricerca
ontologica, è desiderio di addentrarsi nell’insondabilità
del senso della vita. È l’immaginazione del poeta che si
abbandona al fluttuare delle acque non per lasciarsi morire, ma per
raggiungere mete nuove, rive sconosciute.
La natura si intride di un profondo senso simbolico che interiorizza
le componenti umane e che, tra il fluttuare del sentimento e il brancolare
della ragione, anela alla riscoperta dello spirito e, con esso, dell’essere
Uomo-che-Ama.