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Nudi
Abissi
Valeria Di Felice
Quando
ti porta nei vortici complessi degli umori umani, così fitti,
così molteplici, così soliti, la poesia non ci si
inzuppa, non vi coabita più di tanto, ma è capace
di scardinare gli appigli deviati dal quotidiano spicciolo e dalle
complicazioni intellettuali. La poesia di Valeria Di Felice vuole
chiarificare attraverso il ritmo e la deconte-stualizzazione della
parola, alimentando fortemente una presenza d’esserci e il
significare sul mondo e sulle cose, con evidente e tormentata ricerca,
niente affatto esausta. L’universo delle passioni si intinge
di vita e non è mai quella voluta, ma quella da volere per
cui si deforma e può contaminare le cause che brutalizzano
le chiarezze, non certo a Valeria che batte sul tamburo della rinascita
e della scoperta, dello sgomento e della stupefazione. Il vero nucleo
dell’amore è per Valeria l’amore, il vero nucleo
della poesia è per Valeria la poesia. Valeria scrive la poesia
che ama, ama la poesia che ama ed è completamente da esplorare
anche quando è stata crudemenente esplorata. È il
tormento dei poeti che cercano in una parola nata nelle notti insonni
la vicinanza con Dio.
Vincenzo Di Bonaventura
Ascoltando e riascoltando i suoi componimenti, provando a navigarci
dentro, sia pure solo attraverso la narrazione d’una voce,
esplorando la raffinata grazia del suo dire si percepisce quanto
nobile sia l’animo (l’Anima) di chi scrive, quanto intensi
siano i suoi pensieri, quanto elegante sia l’apparente semplicità
del lessico. La nudità del proprio essere, cioè mettersi
in discussione al fine di migliorare se stessi, che risulta una
componente irrinunciabile per l’intimo pensiero, riesce a
trasferire all’ascoltatore (osservatore-lettore) una compiuta
descrizione, un completo concetto che, tuttavia, rimane aperto verso
future, ulteriori esplorazioni dell’Io!
Enrico Romano
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